mercoledì 20 maggio 2015

Renzi e il Sole

Se anche il Sole 24 ore sbatte in prima pagina mr. Bean-Renzi temo che la tenuta del Governo vacilli ... o forse ci assomiglia davvero: solo che non è altrettanto interessante.

giovedì 30 aprile 2015

Chissà cosa cinguetterà, adesso, l'usignolo nazionale ...???


28 feb 2014 - Matteo Renzi su Twitter
La disoccupazione è al 12,9%. Cifra allucinante, la più alta da 35 anni. Ecco perché il primo provvedimento sarà il JobsAct #lavoltabuona.

30 arile 2015 - Il Sole 24 Ore commenta i dati ISTAT
A marzo il tasso di disoccupazione stimato dall’Istat è aumentato infatti di 0,2 punti percentuali arrivando al 13%, rimanendo tra i livelli più elevati. Su base mensile, ci sono 52mila disoccupati in più (+1,6%) mentre nei dodici mesi il numero dei disoccupati è cresciuto del 4,4%, pari a 138mila persone in più, e il tasso di disoccupazione di 0,5 punti.

Ricapitoliamo: All'inizio del 2014, il presidente del Consiglio cinguettava la drammaticità della disoccupazione in Italia ed imboniva gli italiani con 80 Euro ed una cura miracolosa: il Job Act (che a chiamarlo in lingua esotica fa molto effetto "prisencolinensinainciusol" e magari gli italiani non capiscono di cosa si tratti veramente).
E' passato un anno, il Job Act è legge e la situazione della disoccupazione è ancora più drammatica: da 12,9% siamo passati al 13% Con cosa ci distrarrà oggi l'usignolo nazionale? 

mercoledì 15 aprile 2015

RENZI: C'eravamo tanto amati.

Come molti analisti politici ed economici hanno evidenziato, il matrimonio tra Renzi ed una parte del mondo imprenditoriale è in crisi; non siamo arrivati alle carte per il divorzio ma ci siamo molto vicini.

E' passato poco più di un anno da quando il premier autoimpostosi con una strategia che ha reso reale la perfidia letterario-televisiva del personaggio di Frank Underwood, ha iniziato ad imbonire l'Italia ma la sua caduta appare più rapida del previsto: chissà se  anche lui reciterà per una ulteriore stagione come il protagonista di House of Cards.

Renzi, infatti, è oramai intrappolato nel ruolo di chi - non essendo riuscire a mantenere le promesse già fatte fino ad oggi - tenta di farne sempre di nuove e di più mirabolanti. Peraltro il suo intento è un altro: non più tardi di ieri ha affermato che il suo scopo è quello di "restituire speranza agli italiani". 

I risultati del suo lavoro oramai non gli interessano nemmeno più, gli basta creare speranza: è politica di basso cabotaggio fatta di slides, di conferenze stampa e di marketing.

In politica, questa strategia ha un nome: "creazione delle attese".
Fa parte del bagaglio di quei politici che non avendo altra capacità per mantenere il consenso promettono benefici o iniziative le cui conseguenze negative possono essere attribuite ad altri.  

Volete qualche esempio della politica delle attese di Renzi?

ATTESA = 80 Euro in busta paga per rilanciare i consumi.
RISULTATO = Nessun vero rilancio dei consumi e poveri sempre più poveri perchè esclusi a priori dal gentile dono elettorale.

ATTESA = Una riforma al mese: cento giorni per cambiare l'Italia.
RISULTATO = Di quali riforme stiamo parlando? Dei cento giorni diventati mille?

ATTESA = "Sblocca Italia" per rilanciare le grandi infrastrutture: strade, ponti, opere pubbliche.
RISULTATO = Più che altro le infrastrutture crollano al suolo, forse era questo il senso della parola rilancio.

ATTESA = "La buona scuola", perchè il domani inizia da qui.
RISULTATO = Quale scuola? Quella i cui intonaci crollano o quella che non ha le risorse economiche nemmeno per la stabilizzazione del personale?

ATTESA = TFR in busta paga, un ulteriore aiuto per le famiglie degli italiani.
RISULTATO = Maggior carico fiscale su somme già del lavoratore, danneggiamento dei fondi pensioni (anche quelli "pubblici"), nessuna risorsa in caso di licenziamento.

ATTESA = Decontribuzioni per le aziende, per il rilancio dell'economia.
RISULTATO = Clausole di salvaguardia per garantire il mantenimento delle necessarie risorse finanziarie.

La cosa affascinante di tutte queste attese è che il responsabile della loro disfatta apparentemente non è mai il promotore: Renzi pretende di uscire sempre indenne da queste bestiate.

Se il bonus degli 80 euro non ha rilanciato i consumi, la colpa è degli italiani che  mettono i soldi in banca perchè non hanno fiducia nella ripresa economica (lo ha detto davvero ... e davanti all'Europa intera!)
Se le riforme non ci sono state, la colpa di una parte della politica e dei "gufi" che remano contro.
Se i ponti o le scuole crollano, la colpa è di chi le ha costruite e per questo pagheranno.
Se sono state inserite le clausole di salvaguardia è per le richieste della Ragioneria dello Stato.

Di tutto ciò pare si stia scocciando pure Confindustria che con il suo giornale - uno dei quotidiani più venduti  ed uno dei siti internet di news più letti - ha da tempo iniziato ad evidenziare la pochezza delle iniziative di Renzi.

Da ultimo, Il Sole 24 Ore è intervenuto sul "tesoretto" di Renzi, dicendogli chiaramente che "... quel che è peggio è che quei soldi proprio non ci sono. Quei soldi sono un deficit. Sono il differenziale, indicato nel Def, tra l’obiettivo programmatico di un rapporto deficit/Pil a 2,6% e un tendenziale di 2,5%. Da qui quello 0,1% di Pil che si potrebbe spendere. Ma è tutta roba di carta, numeri astratti e potenziali ...".

Insomma, il tesoretto di Renzi è fuffa, carta straccia, trucco da mestierante contabile: un pò come affermare che da domani avrò 500 Euro in più perchè la banca mi ha aumentato il tetto di spesa mensile sul bancomat. Ma se spendessi quei soldi in più a disposizione non sarei più ricco, sarei semplicemente più sciocco.

mercoledì 8 aprile 2015

Novate: BUONE novità ... sane, genuine e senza glutine!

Sta nascendo in questi giorni a Novate una nuova iniziativa, promossa da alcuni "giovani Novatesi" (beh ... giovani come me, per lo meno!).

L'inaugurazione ufficiale è per sabato 11 aprile e Vi aspettano per farvi conoscere i loro prodotti.

martedì 31 marzo 2015

Dote scuola 2015-2016

Sono aperti i termini per prese domande per il contributo per l’acquisto di libri di testo e/o dotazioni tecnologiche. 
La presentazione delle domande avviene esclusivamente on-line dalle ore 12.00 del 26 marzo alle ore 17.00 del 5 giugno 2015.

Maggiori informazioni potete trovarle al sito:

Se necessario potete avere dei primi chiarimenti qui:
http://www.comune.novate-milanese.mi.it/notizie/2015/03/dotescuola/ rivolgendovi, nel caso,  agli Uffici Comunali nei modi e nelle forme chiarite nella pagina internet del sito del Comune.

mercoledì 18 marzo 2015

Quale sicurezza per i pedoni novatesi?

Di fronte all'imbarazzante grandezza del proprio fallimento nell'amministrare Novate, trolls e spin doctors del centrosinistra novatese (è spesso difficile distinguere gli uni dagli altri!), hanno provocatoriamente chiesto alle opposizioni quali siano le loro proposte per la sicurezza.

Al di là della banale considerazione che le opposizioni in questi anni sono state le uniche a mettere per iscritto le proprie idee e le proprie proposte per restituire ai Novatesi una città bella, confortevole e sicura, forse, è opportuno ribadire nuovamente che per riportare Novate ai passati standard di sicurezza occorre guardare Novate con gli occhi di cittadini attenti e provvedere con le capacità di amministratori accorti: temo, però, che entrambi i requisiti (occhi e capacità) manchino a questo centrosinistra novatese.

O forse, con loro, serve il metodo "Teletubbies" (in breve: prendi un concetto, ripetilo, ripetilo, ripetilo.  Poi prendi di nuovo il medesimo concetto ed inizia di nuovo da capo. A questo punto riprendi il concetto, ripetilo, ripetilo).

Ecco, dunque, quale è  la nostra proposta.

Guardare la propria città con occhi davvero interessati e iniziare a dare le prime risposte concrete senza continuare a nascondersi dietro le solite litanie tipo :"mancano le risorse", "sono risposte che devono dare la Regione e lo Stato", "abbiamo le mani legate dal patto di stabilità"

Provateci! Volete rendere Novate una città più sicura?

Iniziate con le cose semplici! 

Avete fatto un giro  per Novate? Visto nulla? Manca qualcosa? 

Allora, se anche voi lo avete visto, dipingete le strisce pedonali.

Iniziate il vostro cammino per rendere sicura la città di Novate permettendo ai suoi cittadini di attraversare le proprie strade con sicurezza. 

Così otterrete una città più sicura.

Come dicevo all'inizio, però, è davanti agli occhi di tutti la cecità del centrosinistra novatese: questa è la situazione delle strisce pedonali a Novate Milanese.

(via Brodolini: strisce? Quali strisce)

 
(Rotonda di Via Bollate: strisce incerte. Un pò si, un pò no!)

(Via E. Fermi: un lontano ricordo di strisce pedonali)

(Via G. di Vittorio: meno male che c'è il semaforo!)

(Via G. di Vittorio: dai! tanto è poca strada ...)

(Via G. Garibaldi: strisce fantasma per i bambini dell'asilo)

(Piazza della Chiesa: aiutati che il ciel ti aiuta!)

(Via G. Garibaldi, angolo Via Roma: 50 sfumature di strisce)

(Via G. Garibaldi, angolo via Repubblica: strisce archeologiche)

 
 (Via Cavour, rotonda Brodolini: strisce non pervenute)


Debbo continuare? Ce ne sono altrettante nelle medesime condizioni.

E allora: come pensa di affrontare  seriamente il tema della sicurezza il centrosinistra novatese se  non riesce nemmeno a garantire ai suoi cittadini un attraversamento pedonale sicuro?

mercoledì 28 gennaio 2015

Quale sicurezza per Novate Milanese?

E' di questi giorni la notizia del ritrovamento di un cadavere carbonizzato nel territorio di Novate: un uomo (o forse una donna) incaprettato e bruciato. 

Vengono i brividi soltanto a pensarci.

Poco più di un anno fa, un altro omicidio si è consumato sul suolo di Novate Milanese: in un regolamento di conti tra  malavitosi sono stati uccisi a colpi di arma da fuoco Emanuele Tatone e Paolo Simone.

Nell'intermezzo, altri atti violenti: tra piccole e grandi violenze, tra furti domestici e atti di vandalismo, è passata anche sulla cronaca nazionale la notizia della rapina con l'esplosivo al Bancomat davanti alla Chiesa SS. Gervaso e Protaso. E' avvenuta nella notte tra il 29 ed il 30 ottobre.

Anche questa è la nostra Novate. 

Per carità! Novate Milanese è e rimane una città in cui vivere e nella quale sono orgoglioso che ci crescano i miei figli. 
E' e rimane quella città per la quale, con il mio entusiasmo e con i miei discorsi, ho la presunzione di aver contribuito a far trasferire alcuni amici milanesi.

Ma non posso nemmeno dimenticare il senso complessivo delle parole espresse dal Sindaco del Partito Democratico di questa città nel corso di un dibattito giornalistico a metà del 2014: a Novate non esiste un problema di sicurezza,c'è solo un problema di percezione della sicurezza ed i fatti violenti avvenuti sul territorio di Novate, riguardano problematiche di Quarto Oggiaro e non del nostro territorio (si riferiva all'omicidio Tatone e Simone, nello specifico). 

E mentre sulle cronache vengono riportati i fatti di cronaca nera che avvengono sul nostro territorio, sui quotidiani non ho ancora letto il pensiero in merito a questi fatti da parte di chi ci amministra: nessun articolo sui quotidiani on line, nessun comunicato sul sito del Comune, nessuna notizia sul sito locale del Partito Democratico. 

Vi prego! Correggetemi se sbaglio, ma io non ho trovato nulla e sarò ben lieto di dare spazio anche qui. Spero di poter leggere qualcosa sul prossimo "Notiziario".

Da ricerche su internet, invece, pare di capire che per il nostro territorio  un particolare movimento politico nazionale sia un grave problema da affrontare. Ne parla il sito istituzionale del Comune ed anche altri siti locali. Tant'è!  

Il Partito Democratico novatese non ha dimostrato alcuna capacità prospettica nè buon senso sul problema della sicurezza cittadina.  

Nella sua ingenua idea di Novate città "già" sicura il PD di Novate Milanese non ha considerato - banalmente - che un proiettile vagante durante un regolamento di conti non discrimina la propria vittima, che ad un testimone scomodo non viene riservato un trattamento diverso a seconda del luogo da cui proviene, che se in Piazza della Chiesa non saremo costretti ad installare una lapide alla memoria è solo per l'abilità dei malviventi nell'usare gli esplosivi. 

E si badi!: non è una questione di "destra giustizialista" o "sinistra progressista"; è - banalmente! - una questione di buon senso.

Occorre prendere atto che a Novate, come altrove, il problema della sicurezza esiste. Senza fare "dietrologie" e senza nascondersi dietro a bandiere e slogan. Non bisogna aver paura di affrontare temi scomodi.

L'unica proposta che compare sul sito del Partito Democratico novatese sul tema della sicurezza è una stantia brochure nazionale del 2011. Non certo un bel biglietto da visita. E nemmeno in occasione dell'insediamento, nè il Sindaco nè la capogruppo del Partito Democratico hanno ritenuto doveroso spendere una parola sul problema della sicurezza a Novate Milanese. 

Se lo vogliamo vedere dal punto di vista statistico a Milano e provincia  nel 2014 ci sono stati 27 omicidi contro i 22 del 2013 con un aumento del 22%. Gli scippi sono aumentati del 16,7%, le estorsioni del 9,1%.

Pensare di vivere in un'isola felice soltanto perchè siamo a Novate Milanese è da struzzi. 

E gli struzzi, quando sentono il boato degli esplosivi che fanno saltare in aria i bancomat mettono la testa sotto la sabbia.

Ma non è mettendo la testa sotto la sabbia o allontando da sé il problema che si pensa al bene ed al futuro dei nostri cittadini.

Sicurezza non significa nemmeno repressione: significa controllo del territorio, significa una piena funzionalità dei sistemi di telesorveglianza già presenti sul territorio, significa illuminazione, significa educazione, significa cultura (quella vera, non quella dei patrocini su iniziative altrui!).

Significa confrontarsi anche con il diverso pensiero di chi ritiene che poco si faccia e si sia fatto sul tema della sicurezza.

Significa prendersi cura con capacità della propria città. Già. Appunto ...

giovedì 22 gennaio 2015

Mi piace questo Renzi!

Come "gira frittate" è un genio. Un vero genio.

Di fronte alle pastoie e ai mal di pancia del suo stesso partito, in una recente conferenza stampa ha dichiarato "... Non si può aspettare perché l'Italia ha già rallentato troppo e nei campi sbagliati. E' il momento di accelerare sulle riforme istituzionali perché siamo qui per non perdere neanche un minuto...".

Si! ... insomma, se le promesse dei 100 giorni non sono state affatto mantenute, se di giorni ne ha chiesti altri 1000 per salvare la faccia, se è già passato praticamente un anno dal suo insediamento e non ci siamo affatto risollevati, se le riforme istituzionali sono - di fatto - tutte ferme al palo, la colpa non è mica del Governo da lui diretto, nè delle divisioni interne del PD e neppure dell'incapacità di passare dalle slides ai fatti concreti, se tutto questo è cronaca quotidiana, la colpa non è mica sua ... è dell'Italia!

Che bischerata! Adesso la colpa è dell'Italia, non di chi si vantava di governarla col 41% dei consensi.

Quasi un anno di governo Renzi è servito a poco più che nulla e la colpa di tutto questo è ... dell'Italia ... 

E' il solito vizio italiano: di fronte alle proprie incapacità le colpe e le responsabilità diventano sempre di altri. 

Anche se stai al Governo, anzi! anche se sei il capo del Governo, la colpa non è tua ... E' dell'Italia!

Il vizio è comune al centrosinistra ed anche il PD di Novate non è da meno.

Correva l'anno 2013 ed il Sindaco PD di Novate Milanese, se ne uscì sul periodico comunale con un editoriale il cui occhiello in copertina era: "Vorremmo fare di più ma lo Stato ci impedisce di lavorare per il bene dei cittadini novatesi".

Anche qui la logica fu la stessa: scaricare le proprie colpe su altri. E non ebbe mezze misure il centrosinistra di Novate perchè le scaricò addirittura sullo Stato.

Senza, peraltro, rendersi conto di due aspetti gravissimi per un Sindaco.

In primo luogo, che il primo cittadino rappresenta le istituzioni e, quindi,  è servitore e rappresentante sul territorio anche di quello Stato a cui attribuiva colpe e problematiche che lui dovrebbe essere chiamato a risolvere.

In secondo luogo, che così facendo, lui stesso - il rappresentante delle istituzioni -  ha rappresentato uno Stato maligno che vuole il male dei suoi stessi cittadini.

Ma d'altra parte cosa c'è di strano .... per il centrosinistra e per il PD dare la colpa sempre e comunque a qualcun altro fa parte della sua indole.


martedì 20 gennaio 2015

Partecipazione a Novate? Ma fatemi il piacere!

Il centrosinistra riempie da sempre gli slogan e la propaganda con le parole “partecipazione”  e "trasparenza”, salvo poi confonderle con un assemblearismo permanente e fazioso nel quale si dice tutto ed il contrario di tutto allo scopo di fare ciò che arbitrariamente si voleva fin da principio. 


Per il PD e per il centrosinistra, partecipare non significa anche condividere: il comunismo nelle scelte (ossia la ricerca della comunione di intenti) non fa parte della loro cultura. Zar e zarine decidono in "Oscure Botteghe" e poi “partecipano” alla massa le proprie decisioni.
E’ per questo che creano fucine come la Leopolda dove parlano di sé e tra sé partorendo idee come il divieto del diritto di sciopero (prossimo traguardo recondito di una certa sinistra renziana che ha già distrutto il diritto al lavoro). Nello stesso tempo manifestano fastidio e sonnolenza di fronte al Presidente del Parlamento Europeo.

Il centrosinistra novatese - PD e accoliti di contorno - segue questa stessa lunghezza d’onda: farcisce i suoi discorsi con le parole “trasparenza”  e “partecipazione” come fossero l’insalata nei panini imbottiti e poi condisce via la cittadinanza con una bella assemblea pubblica, come fosse salsa bernese.

Questa è la loro ricetta per la trasparenza.

Ovviamente, di trasmettere alla cittadinanza le basi per conoscere e farsi una idea personale non se ne parla nemmeno!

Per il centrosinistra, a Novate come a Roma, essere trasparente e partecipativo non significa anche trasmettere gli strumenti per permettere ai cittadini di formare uno proprio spirito critico: la cultura e la conoscenza non sono contemplate; la critica non è tollerata; il dissenso non è ammesso.

Chi si permette di alzare la testa viene tacciato al grido di: “incompetente”, “presuntuoso”, “(s)fascista”.

Il livello di partecipazione a cui si ispira il centrosinistra di Novate Milanese è quello dei Cinegiornali  “in salsa internet”: partecipare e propagandare diventano sinonimi assolutamente intercambiabili e se ci aggiungiamo un bel sondaggio su internet o una assemblea a cui partecipano in dieci, i cittadini sono cotti a puntino. Cotti e mangiati in trenta minuti, come nei programmi televisivi di moda oggi. E' il nuovo che avanza e rottama il vecchio.

La declinazione novatese di partecipazione e trasparenza?

Significa non mettere a disposizione dei cittadini il contenuto delle determine dirigenziali, un atto fondamentale per capire come l’amministrazione traduce in attività concrete amministrative quelli che sono gli indirizzi politici che dovrebbero rappresentare le volontà di massima dei cittadini.

Significa introdurre un processo per arrivare al bilancio partecipato con un accompagnamento così lungo e complesso da disattendere anche nel 2015 una chiara volontà dei cittadini i quali continueranno – ora e domani – a non avere idea di come viene gestita la cosa pubblica, non disponendo di  determine e atti di impegno.

Significa tentare di prevedere che lo streaming internet delle sedute del Consiglio sia disponibile per così poco tempo da renderlo assolutamente inutile.

Significa voler condividere con la cittadinanza i dettagli  (poco più della scelta del colore delle piastrelle) di un nuovo edificio pubblico, senza aver mai “partecipato” con i cittadini a scelta di tempi, luoghi e modalità.

Significa non permettere ai cittadini una chiara conoscenza della situazione di quelle società partecipate la cui gestione è più critica.

Significa imbonire i cittadini con presunti errori di una amministrazione del passato per coprire le proprie incapacità del presente.

Significa trascurare le manutenzioni di parchi e scuole e poi compiacersi dell’istituzione spontanea di comitati di cittadini che possano “partecipare” alla vita degli stessi.

Significa – e questa mi ha sempre fatto sorridere … anche amaramente, visti i costi – far partecipare la cittadinanza su dove installare una seconda “casa dell’acqua” senza permettere ai cittadini di partecipare al giudizio di opportunità di questa ulteriore fontanella (i cui costi di gestione sarebbero stati facilmente rilevabili attraverso le determine, per esempio!).

E nel contempo, gli organismi partecipativi a Novate sono destinati ad aumentare; i regolamenti pure. La partecipazione "parolaia" e "postuma" è destinata a crescere nei prossimi mesi.

La partecipazione a Novate può essere riassunta così: “Facite ammuina!”. Purtroppo, però, in questo caso non è un falso storico.


E’ per questo che vogliamo lanciare un messaggio ed abbiamo chiesto al Sindaco che – finalmente – vengano pubblicate le determine dirigenziali. 

Perché le “case di vetro” e gli istituti della partecipazione si costruiscono dalle basi e dalla conoscenza. Non con gli slogan.

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martedì 13 gennaio 2015

La domanda vera è: ma certe bestiate chi gliele scrive?



Che poi - per carità! - il dato statistico sarà sicuramente corretto, ma significa anche riconoscere l'inutilità dei "bonus" intesi come metodo di rilancio dei consumi.

Oggi lo stesso Renzi nei fatti riconosce che gli 80 Euro e tutte le altre prebende graziosamente promesse finiscono prevalentamente in risparmio.

Toh! Guarda!

Il rilancio dell'economia non si fa attraverso regali "in busta paga" o promesse di facili guadagni, ma con riforme strutturali serie e che guardino al domani, non ad un precario oggi che incute "terrore".

... mesi fa lo diceva un tal Caprotti (sostenendo che il bonus non si vedeva nei negozi), lo diceva la CARITAS (sostenendo che il bonus premiava di più chi aveva meno bisogno) e lo dicevano anche molti economisti.

.. Ah già! ... gufi si diceva allora ...